Teatro San Carlo

“Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita…Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo Teatro, ma ne dia la più pallida idea”.
Stendhal, 1817

È il 1737 quando il primo Borbone di Napoli, re Carlo, si fa promotore di un’opera destinata in poco tempo a divenire il regno della lirica nel mondo e per “aggiungere alla magnificenza la maraviglia”, fa costruire un teatro, il più grande d’Europa. Distrutto da un incendio nel 1816 e ricostruito dopo soli otto mesi grazie al “principe degli impresari”, Domenico Barbaja, il San Carlo ha orientato il gusto e la storia dell’opera. Casa madre di artisti leggendari, come Donizetti, Verdi, Rossini, Bellini, Caruso, Tebaldi, Callas e Pavarotti, vede sfilare nei secoli i grandi protagonisti della musica e della danza: Rostropovič, Mehta, Abbado, Muti e Barenboim, insieme a Vassiliev, Maximova, Alonso, Nureyev, Fracci, Béjart, fino a Bolle. Il Lirico napoletano è vincitore per ben sette volte del prestigioso Premio Abbiati, ottenuto anche grazie al matrimonio felice con l’arte contemporanea. Con il passare del tempo, il Massimo “muta le sue linee”: il “tempio” diventa il monumento-simbolo della città ma anche del “tempo in cui gli è dato di vivere”.
Fascino, seduzione, glamour: il cuore pulsante di Napoli batte da sempre qui, al San Carlo.

 

 

 

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