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La terra dei fuochi ancora chiede giustizia

La terra dei fuochi ancora chiede giustizia

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Fanpage

 

C’è stato un depistaggio sull’inquinamento dei prodotti agricoli della “terra dei fuochi”? Se lo chiede il professor Massimo Fagnano, uno degli estensori dello studio che ha sancito che soltanto il 2% dei suoli agricoli in Campania risulta inquinato. Secondo il docente di Agronomia, l’interesse di media e governo sui prodotti agricoli era teso a rassicurare la popolazione: “è facile risolvere il problema dell’agricoltura, basta non mangiare quei determinati prodotti. Invece, è molto più preoccupante quello che emerge dalle nostre evidenze, ovvero che sono inquinate sia l’aria che le falde acquifere”. Ci siamo chiesti quali siano i territori veramente inquinati in Campania ed a che punto sono le loro bonifiche. Soltanto il 60% dei territori agricoli analizzati nei 58 comuni aderenti al patto per la Terra dei Fuochi risulta inquinato -come aveva anticipato Fanpage.it. Lo studio, però, non prende in considerazione i 1500 siti censiti dall’Arpa Campania nel piano di bonifica regionale: si tratta di ex-discariche, aree vaste, ex-aree industriali e siti di interesse nazionale. Di questi territori, nessuno è stato posto a processi di bonifica. Abbiamo verificato la drammatica condizione in cui versano l’area vasta di Giugliano, le discariche Sogeri e Bortolotto di Castel Volturno ed i campi contaminati di Acerra. “Il governo non ha messo un solo euro per questi studi” conferma Fagnano, mentre l’ex-commissario del Consorzio di Bacino di Caserta, Stefano Tonziello, riassume così lo stato delle bonifiche in Campania: “Non è stato fatto niente di niente”. In questa situazione di immobilismo, la Regione Campania ha stanziato 23 milioni di euro per la comunicazione tesa a riabilitare l’immagine dei prodotti agricoli della Terra dei Fuochi. La fetta più grande è andata al Calcio Napoli di Aurelio de Laurentiis, che non ha saputo spiegarci quali opere stia mettendo in atto la squadra per la promozione delle eccellenze alimentari. Ci sono dubbi, però, sull’efficacia di questa campagna, visto che le telecamere di Fanpage.it hanno documentato come a Sanremo, un commerciante esponesse un cartello “No prodotti Terra dei Fuochi” per rassicurare i propri clienti.

 

 

 

Siamo noi reportage – “La ‘Terra dei fuochi’ chiede giustizia e verità” – 19 agosto 2015

 

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