Tag: populismo

L’APPARATO MENZOGNERO CHE SOSTIENE TUTTO – Alberto Micalizzi

L’APPARATO MENZOGNERO CHE SOSTIENE TUTTO – Alberto Micalizzi

Una lezione di economia che non ti puoi perdere. Se hai dei dubbi puoi lasciare un commento…

Anche la tua mente serve a combattere le menti sopraffine che governano malamente il mondo

Le ragioni del populismo

Le ragioni del populismo

#17agosto – #Benetton – Grazie a Lucia Annunziata che, sebbene con notevole ritardo, ci spiega che prima delle responsabilità penali e giudiziarie esiste quella legata all’etica che avrebbe dovuto suggerire tutt’altri atteggiamenti da parte della famiglia il cui nome è praticamente sparito dalle cronache di giornali e telegiornali.

“Sì, certo, lo Stato di diritto sarà sicuramente ferito dalla forzatura legale di avviare la procedura di rescissione della concessione. Che vi si arrivi o meno, certo la decisione ha tutte le stigmate di un governo che non vuole fare i conti con i diritti acquisiti, con le regole istituzionali. Ma, francamente, in questo caso è difficile difendere i diritti di una azienda che non ha a cuore i diritti di tutti.

Il caso Genova deve essere inserito profondamente nel dibattito politico su cosa sta succedendo in Italia. La torre d’avorio in cui i Benetton, pur maestri di comunicazione, sono chiusi in queste ore; la cautela legale che travasa in pura indifferenza umana; la prevalenza della logica astratta del denaro sul servizio, sono la perfetta rappresentazione di tutte le ragioni della rivolta elettorale che ha dato la stragrande vittoria al populismo”.

Cristina Correani

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social ed una contraria

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social ed una contraria

Questo articolo è offerto da ArcoNaturaleClub.it La tua vacanza in famiglia!

 

Jaron Lanier è un informatico statunitense che ha scritto Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social:

Essenzialmente Jaron spiega che esiste una forma di dipendenza dalle notifiche e dalle gratificazioni istantanee che “ruberebbe” agli individui la capacità di gestire la propria vita al di fuori dalle manipolazioni che si subiscono nelle reti sociali.

Sicuramente è opportuno dire che occorrono studi statistici molto ampi per certificare la manipolazione delle menti ad opera di società specializzate (e che chiedono parcelle in milioni di dollari per poter influenzare il popolo del like) ma ammesso anche che si riesca a dimostrare che questi enormi contenitori sociali siano una sorta di acquari in cui navighino pesci pronti per essere pescati da qualche “signore del vapore” esiste una singola ragione per non disconnettersi: non si può modificare una realtà a cui non si appartiene e che, comunque, modifica il nostro ecosistema.

Passo ad un esempio pratico che sicuramente spiega meglio il perchè io sostenga l’uso responsabile dei social e non la diserzione completa.

Se io abitassi in una cittadini con le discariche a cielo aperto e fossi il più integerrimo degli ecologisti sicuramente potrei gestire consapevolmente il mio ambiente domestico ma se aprissi le finestre la nuvola di diossina che si sprigiona dai roghi tossici non riuscirei ad evitarla. Azione più utile sarebbe quella di contribuire nel formare una cultura popolare che, mostrando i rischi per la salute, aiutasse tutti gli altri a non inquinare.

Così anche per Facebook, Instagram e gli altri social. Solo vivendo al loro interno posso aiutare le persone a scoprire cosa sono le fake news o a fornire prove evidenti di come la realtà può essere manipolata in maniera molto più forte se le informazioni mainstream fossero solo in mano a pochi potenti.

Trovo quindi la posizione di disconnessione totale una forma di rinuncia ascetica che può andar bene solo se si è deciso di non fare la propria parte attiva nella società reale. Per quanto possano essere ben costruire le manipolazioni queste risultano sempre neutre, e sortiscono l’effetto contrario (vedasi l’iperbole Renziana) quando vengono scoperte.

Quindi esistono tante ragioni per lasciare i social sicuramente ma in un mondo così interconnesso potrebbero essere le reti sociali i canali di trasmissioni per quelle evoluzioni che possono realmente migliorare la vita dell’uomo.

Vi lascio con un video che spiega come e perchè si stava peggio quando Internet non c’era e spero davvero tu voglia lasciare il tuo commento.

Grazie per aver letto questo articolo.

Marco Costanzo

 

 

Salvini parla in parlamento ma l’opposizione mangia popcorn

Salvini parla in parlamento ma l’opposizione mangia popcorn

Che vergogna non fare una opposizione serrata a questo governo che viene etichettato come “fascista”.

Sentiamo quindi dalla viva voce del ministro Salvini cosa stanno facendo questi signori del governo.

 

Si è svolto alla Camera dei Deputati il “question time” con il ministro degli Interni Matteo Salvini ma in aula c’erano praticamente soltanto i partiti di maggioranza. “Vedo pochi parlamentari dell’opposizione qui presenti”, ha commentato Salvini, “è un curioso question time. Penso soprattutto ai banchi del Partito democratico… Ma saremo più fortunati più avanti”