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Osservatorio astronomico di Capodimonte

Osservatorio astronomico di Capodimonte

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Sito ufficiale http://www.na.astro.it/

Museo degli strumenti astronomici 

Intervista con il direttore

 

 

Viaggio nell’osservatorio astronomico di Napoli. Nato nel 1819, è l’unico presidio astronomico del sud Italia. Impegnati nelle varie attività di ricerca, vi lavorano oltre 70 persone tra ricercatori, studenti e personale a contratto. Molto intensa è anche l’attività divulgativa con manifestazioni ed eventi che coinvolgono le scuole e gli appassionati di astronomia. Come il nuovo Planetario che permette un viaggio simulato tra le stelle offrendo un’esperienza romantica e suggestiva. Servizio di Beniamino Daniele. [email protected]

 

 

Osservatorio astronomico di Capodimonte
Osservatorio Astronomico di Capodimonte.jpg
Organizzazione Ente pubblico di ricerca
Codice 044
Stato Italia Italia
Coordinate 40°51′46.3″N14°15′18.2″ECoordinate40°51′46.3″N 14°15′18.2″E (Mappa)
Altitudine 150 m s.l.m.
Fondazione 4 novembre 1812
Sito
Mappa di localizzazione

L’Osservatorio Astronomico di Capodimonte è la sezione napoletana dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio. L’Osservatorio di Napoli è impegnato nelle principali linee di ricerca della moderna astrofisica in collaborazione con le università e con altre istituzioni nazionali ed internazionali. A Capodimonte si studiano il Sole e il Sistema Solare attraverso l’analisi delle polveri cosmiche e la costruzione di strumenti per le principali missioni spaziali dell’ESA e dell’ASI. Con le osservazioni realizzate ai grandi telescopi dell’ESO, dislocati nel deserto di Atacama in Cile, si indaga la vita delle stelle, dalla loro formazione sino agli ultimi stadi evolutivi caratterizzati dalle grandi esplosioni di supernovae e di lampi gamma, questi associati, in qualche caso all’emissione di onde gravitazionali. Con le osservazioni dei satelliti si studiano le proprietà fisiche di oggetti estremi come le stelle di neutroni e i buchi neri, mentre con le ricerche sull’evoluzione e sulla dinamica delle galassie si comprendono le proprietà della materia oscura. Si progettano strumenti di nuova generazione per i grandi telescopi del futuro come E-ELT.

L’Osservatorio di Napoli, la più antica istituzione scientifica partenopea, svolge anche un importante ruolo per la promozione e diffusione sul territorio della cultura scientifica e delle conoscenze astronomiche.

 

 

Teatro San Carlo

Teatro San Carlo

“Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita…Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo Teatro, ma ne dia la più pallida idea”.
Stendhal, 1817

È il 1737 quando il primo Borbone di Napoli, re Carlo, si fa promotore di un’opera destinata in poco tempo a divenire il regno della lirica nel mondo e per “aggiungere alla magnificenza la maraviglia”, fa costruire un teatro, il più grande d’Europa. Distrutto da un incendio nel 1816 e ricostruito dopo soli otto mesi grazie al “principe degli impresari”, Domenico Barbaja, il San Carlo ha orientato il gusto e la storia dell’opera. Casa madre di artisti leggendari, come Donizetti, Verdi, Rossini, Bellini, Caruso, Tebaldi, Callas e Pavarotti, vede sfilare nei secoli i grandi protagonisti della musica e della danza: Rostropovič, Mehta, Abbado, Muti e Barenboim, insieme a Vassiliev, Maximova, Alonso, Nureyev, Fracci, Béjart, fino a Bolle. Il Lirico napoletano è vincitore per ben sette volte del prestigioso Premio Abbiati, ottenuto anche grazie al matrimonio felice con l’arte contemporanea. Con il passare del tempo, il Massimo “muta le sue linee”: il “tempio” diventa il monumento-simbolo della città ma anche del “tempo in cui gli è dato di vivere”.
Fascino, seduzione, glamour: il cuore pulsante di Napoli batte da sempre qui, al San Carlo.