Luigi Di Maio – Barbara D’Urso

Scopriamo che a Marino, in provincia di Roma, il reddito di cittadinanza é già realtà.

Scopriamo che i giornalisti spesso raccontano bugie per non dispiacere l’editore di turno o per non tornare a fare giornalismo d’inchiesta.

Guardiamoci questa intervista a Luigi Di Maio e speriamo che la disinformazione in Italia abbia vita più difficile incontrando cittadini preparati ed attenti.

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Di Maio

Di Maio e lo spread

Di Maio spiega bene perchè lo spread non preoccupa gli italiani.

Molti giornali tenteranno di fare terrorismo istituzionale sul deficit italiano ma questo non preoccupa un governo deciso a dare un cambiamento a questa nazione.

 

 

 

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

La droga è tagliata con veleno per topi

Quanti di coloro che usano le droghe anche Nobili sanno che all’interno della sostanza che inseriscono nel loro corpo ci sono elementi come il veleno per topi e la polvere di marmo? Se sei un cittadino onesto e vuoi vivere in un paese migliore condividi questo video e spiega che per avere un maggiore grado di sicurezza occorre che la politica sia scollegata dalle mafie.

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Fiammetta Borsellino

Queste le 13 domande proposte da Fiammetta Borsellino allo Stato, cioè a noi tutti, nella lettera aperta pubblicata da Repubblica:

  1. Perché le autorità locali e nazionali preposte alla sicurezza non misero in atto tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra?
  2. Perché per una strage di così ampia portata fu prescelta una procura composta da magistrati che non avevano competenze in ambito di mafia? L’ufficio era composto dal procuratore capo Giovanni Tinebra, dai sostituti Carmelo Petralia, Annamaria Palma (dal luglio 1994) e Nino Di Matteo (dal novembre ’94).
  3. Perché via D’Amelio, la scena della strage, non fu preservata consentendo così la sottrazione dell’agenda rossa di mio padre? E perché l’ex pm allora parlamentare Giuseppe Ayala, fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti?
  4. Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul “tritolo arrivato in città” e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?
  5. Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?
  6. Cosa c’è ancora negli archivi del vecchio Sisde, il servizio segreto, sul falso pentito Scarantino (indicato dall’intelligence come vicino ad esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera?
  7. Perché i pm di Caltanissetta non depositarono nel primo processo il confronto fatto tre mesi prima fra il falso pentito Scarantino e i veri collaboratori di giustizia (Cancemi, Di Matteo e La Barbera) che lo smentivano? Il confronto fu depositato due anni più tardi, nel 1997, solo dopo una battaglia dei difensori degli imputati.
  8. Perché i pm di Caltanissetta furono accomodanti con le continue ritrattazioni di Scarantino e non fecero mai il confronto tra i falsi pentiti dell’inchiesta (Scarantino, Candura e Andriotta), dai cui interrogatori si evinceva un progressivo aggiustamento delle dichiarazioni, in modo da farle convergere verso l’unica versione?
  9. Perché la pm Ilda Boccassini (che partecipò alle prime indagini, fra il giugno e l’ottobre 1994), firmataria insieme al pm Sajeva di due durissime lettere nelle quali prendeva le distanze dai colleghi che continuavano a credere a Scarantino, autorizzò la polizia a fare dieci colloqui investigativi con Scarantino dopo l’inizio della sua collaborazione con la giustizia?
  10. Perché non fu mai fatto un verbale del sopralluogo della polizia con Scarantino nel garage dove diceva di aver rubato la 126 poi trasformata in autobomba? Perché i pm non ne fecero mai richiesta? E perché nessun magistrato ritenne di presenziare al sopralluogo?
  11. Chi è davvero responsabile dei verbali con a margine delle annotazioni a penna consegnati dall’ispettore Mattei a Scarantino? Il poliziotto ha dichiarato che l’unico scopo era quello di aiutarlo a ripassare: com’è possibile che fino alla Cassazione i giudici abbiano ritenuto plausibile questa giustificazione?
  12. Il 26 luglio 1995 Scarantino ritrattava le sue dichiarazioni con un’intervista a Studio Aperto. Prima ancora che l’intervista andasse in onda, i pm Palma e Petralia annunciavano già alle agenzie di stampa la ritrattazione della ritrattazione di Scarantino, anticipando il contenuto del verbale fatto quella sera col falso pentito. Come facevano a prevederlo?
  13. Perché Scarantino non venne affidato al servizio centrale di protezione, ma al gruppo diretto da La Barbera, senza alcuna richiesta e autorizzazione da parte della magistratura competente?

Mi sembra doveroso che lo Stato risponda. Qualcuno dovrà prestare ascolto a queste, legittime, richieste di verità.

Nicola Morra

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Fiammetta Borsellino

Queste le 13 domande proposte da Fiammetta Borsellino allo Stato, cioè a noi tutti, nella lettera aperta pubblicata da Repubblica:

  1. Perché le autorità locali e nazionali preposte alla sicurezza non misero in atto tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra?
  2. Perché per una strage di così ampia portata fu prescelta una procura composta da magistrati che non avevano competenze in ambito di mafia? L’ufficio era composto dal procuratore capo Giovanni Tinebra, dai sostituti Carmelo Petralia, Annamaria Palma (dal luglio 1994) e Nino Di Matteo (dal novembre ’94).
  3. Perché via D’Amelio, la scena della strage, non fu preservata consentendo così la sottrazione dell’agenda rossa di mio padre? E perché l’ex pm allora parlamentare Giuseppe Ayala, fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti?
  4. Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul “tritolo arrivato in città” e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?
  5. Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?
  6. Cosa c’è ancora negli archivi del vecchio Sisde, il servizio segreto, sul falso pentito Scarantino (indicato dall’intelligence come vicino ad esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera?
  7. Perché i pm di Caltanissetta non depositarono nel primo processo il confronto fatto tre mesi prima fra il falso pentito Scarantino e i veri collaboratori di giustizia (Cancemi, Di Matteo e La Barbera) che lo smentivano? Il confronto fu depositato due anni più tardi, nel 1997, solo dopo una battaglia dei difensori degli imputati.
  8. Perché i pm di Caltanissetta furono accomodanti con le continue ritrattazioni di Scarantino e non fecero mai il confronto tra i falsi pentiti dell’inchiesta (Scarantino, Candura e Andriotta), dai cui interrogatori si evinceva un progressivo aggiustamento delle dichiarazioni, in modo da farle convergere verso l’unica versione?
  9. Perché la pm Ilda Boccassini (che partecipò alle prime indagini, fra il giugno e l’ottobre 1994), firmataria insieme al pm Sajeva di due durissime lettere nelle quali prendeva le distanze dai colleghi che continuavano a credere a Scarantino, autorizzò la polizia a fare dieci colloqui investigativi con Scarantino dopo l’inizio della sua collaborazione con la giustizia?
  10. Perché non fu mai fatto un verbale del sopralluogo della polizia con Scarantino nel garage dove diceva di aver rubato la 126 poi trasformata in autobomba? Perché i pm non ne fecero mai richiesta? E perché nessun magistrato ritenne di presenziare al sopralluogo?
  11. Chi è davvero responsabile dei verbali con a margine delle annotazioni a penna consegnati dall’ispettore Mattei a Scarantino? Il poliziotto ha dichiarato che l’unico scopo era quello di aiutarlo a ripassare: com’è possibile che fino alla Cassazione i giudici abbiano ritenuto plausibile questa giustificazione?
  12. Il 26 luglio 1995 Scarantino ritrattava le sue dichiarazioni con un’intervista a Studio Aperto. Prima ancora che l’intervista andasse in onda, i pm Palma e Petralia annunciavano già alle agenzie di stampa la ritrattazione della ritrattazione di Scarantino, anticipando il contenuto del verbale fatto quella sera col falso pentito. Come facevano a prevederlo?
  13. Perché Scarantino non venne affidato al servizio centrale di protezione, ma al gruppo diretto da La Barbera, senza alcuna richiesta e autorizzazione da parte della magistratura competente?

Mi sembra doveroso che lo Stato risponda. Qualcuno dovrà prestare ascolto a queste, legittime, richieste di verità.

Nicola Morra

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Concorso fotografico gratuito

REGOLAMENTO CONCORSO FOTOGRAFICO

Per il 4° anno consecutivo lo Staff del Dorothy Dream Day indice il CONTEST FOTOGRAFICO per premiare i migliori scatti.

TEMA DEL CONTEST 2018: “I RICORDI”.

Vi invitiamo a raccontare, attraverso la fotografia, ciò che questo tema vi ispira, ciò che per voi rappresenta un luogo di rifugio, di pensiero, di relax, di fantasia o di evasione, che sia per voi soltanto o da condividere con chi vi vuole bene.

UNA FOTO: UN RICORDO

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione al concorso é gratuita, aperta a tutti gli amanti della fotografia, non professionisti, e senza limiti d’età. Ogni partecipante potrà inviare una sola immagine tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica:

[email protected]

Sono esclusi dalla gara i membri della commissione giudicatrice e i rispettivi familiari, nonché tutti i soggetti che a vario titolo collaborano all’organizzazione del concorso.

CARATTERISTICHE TECNICHE IMMAGINE

Sono ammesse fotografie a colori o in B/N con inquadrature sia verticali che orizzontali. La risoluzione di ciascuna foto deve essere di 300 dpi e in formato JPEG (.jpg).
Data la natura del contest, non sono ammesse opere interamente realizzate al computer.
Le fotografie dovranno essere inedite.

Ogni immagine deve essere titolata e accompagnata da una breve descrizione dell’opera che racconti le motivazioni personali o le sensazioni che hanno portato alla sua realizzazione.

Le immagini non conformi alle specifiche non verranno prese in considerazione.

MODALITA’ E TERMINI DI CONSEGNA DEL MATERIALE

L’invio delle opere, unitamente alla scheda d’iscrizione, dovrà avvenire con le seguenti modalità:

1- Scadenza massima:
ore 12:00 di 9 LUGLIO 2018

2- Indirizzo di posta elettronica:
[email protected]

3- Informazioni aggiuntive:
specificare i propri dati anagrafici (nome, cognome e numero di telefono)

PREMI

Le opere classificate ai primi 3 posti saranno pubblicate sulle pagine Facebook, con citazione dell’autore e delle opere realizzate:

  • https://www.facebook.com/DorotyDreamDay/?fref=ts

  • https://www.facebook.com/profile.php?id=100012545686722&fref=ts

Ai primi 3 fotografi classificati, saranno assegnati dei premi (in fase di definizione).

GIURIA

La giuria, composta da professionisti del settore, esprimerà un giudizio insindacabile.

PRIVACY, RESPONSABILITA’ DELL’AUTORE E FACOLTA’ DI ESCLUSIONE

Ogni partecipante è responsabile del materiale da lui presentato al concorso. Pertanto si impegna a escludere ogni responsabilità degli organizzatori del suddetto nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie.

Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi.
In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili.

Ogni partecipante dichiara inoltre di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, inedite e non in corso di pubblicazione, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione egli l’abbia ottenuto.

Gli organizzatori si riservano, inoltre, di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi nel soggetto o nella forma a quanto indicato nel presente bando oppure alle regole comunemente riconosciute in materia di pubblica moralità, etica e decenza, a tutela dei partecipanti e dei visitatori.
Non saranno perciò ammesse le immagini ritenute offensive, improprie e lesive dei diritti umani e sociali.

DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO
I diritti sulle fotografie rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo per eventi o pubblicazioni connesse al concorso stesso e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali dell’Ufficio Comune Turismo, comunque senza la finalità di lucro.
Ogni autore è personalmente responsabile delle opere presentate. Salvo espresso divieto scritto, si autorizza l’organizzazione alla riproduzione su catalogo, pubblicazioni, cd e su internet senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore.

Ad ogni loro utilizzo le foto saranno accompagnate dal nome dell’autore e, ove possibile, da eventuali note esplicative indicate dallo stesso.

Si informa che i dati personali forniti dai concorrenti saranno utilizzati per le attività relative alle finalità istituzionali o promozionali della secondo quanto previsto dal D.Lg. 30 giugno 2003 n. 196.

Il materiale inviato non sarà restituito.

Lo Staff del Dorothy Dream Day 2018

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

A livella in un Paese al contrario

#7luglio – #Dellutri – L’Italia è ormai un paese talmente malridotto che nemmeno quella livella recitata da Totò mette davvero tutti sullo stesso piano. Il senso di umanità delle istituzioni è variabile.
Federico Perna avrebbe finito di scontare la sua pena lo scorso aprile, ma ad aprile del 2018 non è mai arrivato essendo morto prima, l’8 novembre del 2013, al pronto soccorso del carcere di Poggioreale. E la sua morte non è stata affatto improvvisa. Federico, 34 anni, era molto malato e per fargli sopportare il regime carcerario lo imbottivano di medicinali fino ad avergli fatto perdere la lucidità mentale, dal carcere scriveva lettere disperate a sua madre ma nessuno si è commosso né intenerito, tanto meno il governo di allora e la ministra della giustizia Cancellieri, che fu invece molto solerte quando concesse alla figlia di Ligresti la possibilità di farsi passare la depressione dovuta alla detenzione facendo shopping a via Montenapoleone.
Quella di Federico non è l’eccezione ma la regola. Basta digitare su google le parole “morto in carcere” per rendersi conto che i più fortunati non devono essere “più uguali degli altri” da sani e da vivi ma devono continuare ad esserlo anche in condizioni diverse. Quel diritto umano per il quale si è tanto discusso quando qualcuno voleva concedere al boss dei boss di morire a casa sua non vale per i tanti della cui morte si legge forse in qualche trafiletto di giornale, nessuno di loro diventa un argomento da dibattito pubblico e politico né, tanto meno, l’oggetto dell’interesse del presidente della repubblica.

Cristina Correani

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Quanto dovremmo essere arrabbiati con i politici precedenti?

Ieri sera intorno alle 18.00 sono stato a farmi una pizza d’asporto in una nota pizzeria di porto Recanati. Nell’attesa entra una signora anziana, e inizia a chiedere i prezzi delle pizze alla cassiera…ad un certo punto l’anziana donna dice sottovoce alla cassiera:” quella che costa di meno quanto viene?” Avevo intuito…. mi sono avvicinato alla signora con discrezione e capendo il suo disagio ho chiesto se potevo pagare la sua pizza. Lei guardandomi mi dice: “abbiamo lavorato una vita e oggi non possiamo permetterci niente perché non ci si arriva a fine mese”……la pizza non è per me e per mio marito che non sta molto bene e l’altra sera parlando tra noi mi disse che aveva il desiderio di mangiare una pizza. Con la scusa di scendere in farmacia volevo fargli una sorpresa stasera. Sapevo che per dignità non avrebbe mai accettato…gli dissi allora che era il mio compleanno e che lei mi ricordava la mia mamma e che mi sarebbe piaciuto offrirgli la pizza. Accetto’ ed insieme alla pizza anche una birra…La mia pizza era pronta e mentre andavo via salutando….. lei mi bloccò ringraziando mi dice “dimmi la verità oggi non è il tuo compleanno” ….me la sono abbracciata e sono andato via. La mia riflessione stamattina è una domanda: “Ma in che STATO di merda noi viviamo?”

Antonio Pirrello

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!

Corso Instagram

Cosa imparerai

  • Instagram
    • storia
    • funzionalità base
    • hashtag
    • filtri
  •  Composizione
    • Pulire l’obiettivo
    • La regola dei terzi
    • Linee compositive
    • Linee convergenti
    • Diagonali
    • Cornici
    • Contrasti
    • Occhio dominante
    • I pattern
    • Le simmetrie
  • Bianco e nero e colore
    • macro
    • soggetti singoli
    • panorami

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visita la presentazione del corso

Hai visto il nostro nuovo corso? Si chiama #imparagratis ed è completamente free!

Puoi leggere un articolo a caso o lasciare un commento qui sotto!