Il lavoro c’è, ma i giovani non vogliono lavorare. Fake news

In Italia spesso i giornali poco scrupolosi mettono in giro queste false notizie e ciò mi dà ancora di più la loro credibilità come strumenti di informazione.
Inutile sottolineare quanto sia indecente una simile operazione, che vede complici testate compiacenti e imprenditori (e politici al seguito in veste di risoluti commentatori sui social) cinici e senza scrupoli nell’avvelenare e inquinare la discussione pubblica su un argomento di grande importanza per molte famiglie, che sicuramente meriterebbe di essere trattato in tutt’altro modo. In questi anni come Valigia Blu abbiamo continuamente coperto il format in questione, di volta in volta verificando la notizia, cercando di comprendere le vere ragioni per cui molti giovani (ma non solo) non rispondono o rifiutano le offerte. Puntualmente è emerso che o la “notizia” in realtà serviva a mascherare un annuncio di lavoro (solitamente all’articolo sull’imprenditore disperato che offriva lavoro ma nessuno rispondeva seguiva un secondo articolo sulla pioggia di curricula arrivati da Nord a Sud…) – svelando anche l’incapacità dei datori di lavoro nella ricerca del personale – o che l’offerta era discutibile e sostanzialmente significava bassi stipendi, orari di lavoro massacranti, zero diritti.

https://www.valigiablu.it/articoli-lavoro-giovani-fannulloni/

le bufale del fascismo: pensioni, bonifiche, case, stipendi. Le cose buone che Mussolini non ha mai fatto

Infps, l’unica riforma del fascismo fu il nome (e la f non è un refuso)
In effetti il ministro Salvini aveva ragione: la previdenza sociale in Italia non l’hanno portata i marziani. Ma nemmeno Mussolini e il fascismo. Come ricostruisce Filippi nel libro, il primo sistema di garanzie pensionistiche – destinato ai soli impiegati del pubblico e ai militari – è del 1895, governo Crispi. Tre anni dopo il governo Pelloux estenderà le coperture a una serie di categorie lavorative e fonderà il primo istituto antenato dell’Inps. Infine nel 1919, governo liberale di Vittorio Emanuele Orlando, il sistema viene “imposto a tutte le aziende come obbligatorio: da quel momento tutti i lavoratori italiani ebbero per diritto la pensione”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/25/25-aprile-le-bufale-del-fascismo-pensioni-bonifiche-case-stipendi-le-cose-buone-che-mussolini-non-ha-mai-fatto/5122512/

Greta ha ragione, dicono gli scienziati

La rivista Science ha pubblicato una lettera scritta da un gruppo di scienziati (e firmata da oltre 3mila colleghi) a sostegno delle manifestazioni globali per il clima, come quelle organizzate in molti paesi dai movimenti di Fridays For Future. Gli scienziati, oltre a sottolineare che le preoccupazioni dei giovani sono giustificate e supportate dalla migliore scienza disponibile, osservano che: È cruciale avviare immediatamente una rapida riduzione delle emissioni di ‎CO2 e di altri gas serra. Il livello di crisi climatica che l’umanità sperimenterà in futuro sarà determinato dalle nostre emissioni cumulative; una riduzione rapida ora limiterà il danno.

fonte: https://www.valigiablu.it/clima-scienziati-proteste/
Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it

Chi offende Greta Thunberg si crede intelligente?

Visto che tutti parlate di Greta Thunberg, ma ben pochi vi siete presi la briga di conoscerla, riposto la traduzione che ho fatto di un suo post, cercando di mantenere il suo stile, di modo che possiate condividerlo direttamente in italiano – quello precedente rimandava alla versione originale e non molti sono stati raggiunti dalla traduzione.

Qui l’originale: http://bit.ly/2FjcTBg


Mentre continuano i pettegolezzi, le bugie e le costanti omissioni di fatti ormai assodati, vi prego di condividere questi aggiornamenti riguardo me e il mio sciopero scolastico.
Aiutatemi a comunicare queste informazioni a quegli adulti che mentono su di me e la mia famiglia, di modo che io possa focalizzarmi sulla scuola.

Ho recentemente visto circolare tanti pettegolezzi su di me e un’enorme quantità di odio. Per me non è una sorpresa. So che, siccome la maggior parte delle persone non sono consapevoli del pieno significato della crisi climatica (la qual cosa è comprensibile, siccome non è mai stata trattata come una crisi), uno sciopero scolastico per il clima potrebbe apparire molto strano alle persone in generale.
Quindi lasciate che io chiarisca alcune cose riguardo il mio sciopero.

Nel maggio del 2018 fui una dei vincitori di una competizione di scrittura sul tema dell’ambiente, tenuta dallo Svenka Dagbladet, un quotidiano svedese. Il mio articolo fu pubblicato e alcune persone mi contattarono, tra le quali c’era Bo Thorén della Fossil Free Dalsland, che aveva formato un gruppo con delle persone, in particolare dei giovani, che volevano attivarsi in qualche modo per la questione della crisi climatica.
Partecipai ad alcune riunioni telefoniche con altri attivisti. L’obiettivo era quello di produrre delle idee per dei nuovi progetti che avremmo potuto intraprendere. Qualunque tipo di idea, da delle marce a qualche specie di sciopero scolastico (qualcosa che i bambini avrebbero potuto fare nei cortili delle scuole o nelle classi). Quell’idea era ispirata dagli studenti di Parkland, che si rifiutarono di recarsi a scuola dopo la sparatoria. L’idea di uno sciopero mi piacque, così la sviluppai e provai a coinvolgere altri giovani, ma nessuno era davvero interessato. Pensavano che una versione svedese della marcia del movimento Zero Hour potesse avere un impatto maggiore. Così mi diedi da fare da sola e non partecipai più agli incontri.

Quando gli parlai dei miei piani, i miei genitori non ne furono molto entusiasti. Non appoggiavano l’idea di uno sciopero scolastico e dissero che se lo avessi fatto lo avrei dovuto fare completamente da sola e senza il loro supporto. Il 20 agosto mi sedetti all’esterno del Parlamento svedese. Distribuii volantini con una lunga lista di fatti sulla crisi climatica e spiegazioni sul perché stessi scioperando. La prima cosa che feci fu quella di postare su Twitter e Instagram quel che stavo facendo, e presto diventò virale. Fu allora che i giornalisti e i quotidiani iniziarono ad arrivare. Un imprenditore svedese attivo nel movimento per il clima, Ingmar Rentzhog, fu uno dei primi ad arrivare. Ci mettemmo a parlare e fece delle foto che postò su Facebook. Fu la prima volta in assoluto che lo avessi mai incontrato o ci avessi mai parlato. Non avevamo mai comunicato e non ci eravamo mai incontrati prima.

Tanti amano diffondere pettegolezzi sul fatto che ci sarebbero delle persone “dietro di me”, o che io stia venendo “pagata” o “usata” per fare quel che sto facendo. Ma non c’è nessuno “dietro” di me, eccetto che me stessa. I miei genitori erano quanto di più lontano possibile ci fosse dall’essere degli attivisti per il clima prima che li mettessi al corrente della situazione.
Non sono parte di alcuna organizzazione. a volte appoggio e coopero con alcune ONG che lavorano sul clima e l’ambiente, ma sono assolutamente indipendente e rappresento solo me stessa. E faccio quel che faccio del tutto gratuitamente, e né io né qualcuno a me collegato abbiamo mai ricevuto alcuna somma di denaro o alcuna promessa di pagamento futuro in qualsiasi forma. E ovviamente tutto rimarrà così. Non ho incontrato un solo attivista per il clima che combatte in cambio di denaro, la sola idea è completamente assurda.
Inoltre, viaggio esclusivamente col permesso della mia scuola e sono i miei genitori a pagare per i biglietti e gli alloggi.

Con la mia famiglia abbiamo scritto un libro su di noi e su come io e mia sorella Beata abbiamo influenzato il modo di pensare e di vedere il mondo dei miei genitori, specialmente per quanto riguarda il clima. E i nostri disturbi del comportamento. Quel libro sarebbe dovuto uscire a maggio, ma a causa di un disaccordo con la casa editrice ne trovammo una nuova, e così il libro uscì ad agosto.
Prima che fosse pubblicato, i miei genitori dichiararono che gli eventuali profitti del libro “Scener ur hjärtat” (scene dal cuore, n.d.r.) sarebbero stati devoluti a 8 diverse organizzazioni benefiche che lavorano per l’ambiente, i bambini con disturbi del comportamento e i diritti degli animali.

E sì, scrivo io stessa i miei discorsi. Ma siccome so che quello che dico arriverà a tante, tante persone, spesso chiedo suggerimenti. Ci sono anche alcuni scienziati ai quali di frequente chiedo aiuto su come esprimermi su alcune questioni complicate. Voglio che tutto sia assolutamente corretto, così da non diffondere inesattezze o generare incomprensioni.

Alcuni mi prendono in giro per i miei disturbi comportamentali, ma la sindrome di Asperger non è una malattia, è un dono. Le persone dicono anche che siccome ho l’Asperger non sarei mai potuta arrivare da sola dove sono arrivata. Ma è proprio perché sono come sono che ho fatto quel che ho fatto. Perché se fossi stata “normale” e socievole mi sarei inserita in un’organizzazione, o ne avrei fondata una io. Ma siccome non sono tanto brava a socializzare ho agito a mio modo. Ero talmente frustrata dal fatto che niente stava venendo fatto riguardo alla crisi climatica che ho sentito di dover fare io qualcosa, qualunque cosa. E a volte, NON fare niente – come semplicemente stare seduti all’esterno del parlamento – grida molto più forte che fare qualcosa. Proprio come un sussurro può essere più potente di un urlo.

C’è anche chi si lamenta del fatto che “parlo e scrivo come un adulto”. E a questo posso solo rispondere: non pensate che una persona di 16 anni abbia la capacità di parlare per se stessa? C’è anche qualcuno che dice che semplifico troppo le cose, per esempio quando affermo che “la crisi climatica è una questione di bianco o nero”, “dobbiamo terminare le emissioni di gas serra” e “voglio che vi spaventiate”. Ma sono cose che dico solo perché sono vere. Sì, la crisi climatica è il problema più complesso che abbiamo mai affrontato è ci vorrà qualunque sforzo da parte nostra per “fermarla”, ma la soluzione è bianca e nera: dobbiamo terminare le emissioni di gas serra.
Perché o limiteremo il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi al di sopra delle temperature dell’era pre-industriale, o non lo faremo. O raggiungeremo un punto di non ritorno oltre il quale inizierà una reazione a catena di eventi al di là dell’umano controllo, o non lo raggiungeremo. O continueremo ad esistere come civiltà, o non esisteremo. Non ci sono zone grige quando si tratta di sopravvivenza. E quando dico che voglio che vi spaventiate, intendo che dobbiamo trattare la crisi come una crisi. Quando la vostra casa prende fuoco non vi mettete seduti a parlare di come potrete ricostruirla carina una volta che avrete spento l’incendio. Se la vostra casa prende fuoco voi correte all’esterno e vi assicurate che tutti siano usciti mentre chiamate i pompieri. Ciò richiede che voi siate spaventati.

Altri dicono che io non ci posso fare comunque niente, e che sono “solo una bambina e noi non dovremmo stare a sentire i bambini”. Ma questa è una cosa che si può aggiustare facilmente: iniziate a stare a sentire la scienza, piuttosto. Perché se tutti ascoltassero gli scienziati e i fatti ai quali faccio costantemente riferimento, allora nessuno dovrebbe stare a sentire me o qualunque altro delle centinaia di migliaia di bambini di scuola che stanno scioperando per il clima nel mondo.
Allora io potrò tornarmene di nuovo a scuola.
Sono solo una messaggera, e nonostante ciò sono destinataria di tutto questo odio. Non sto dicendo niente di nuovo, sto solo dicendo quello che gli scienziati hanno ripetutamente detto per decenni. E io sono d’accordo con voi, sono troppo giovane per queste cose. Noi bambini non dovremmo interessarci di queste cose. Ma siccome quasi nessuno sta facendo alcunché, e siccome è il nostro futuro che è a rischio, allora sentiamo di dover continuare.

E se qualcuno di voi ha ancora qualche perplessità o dubbio su di me, può ascoltare il mio TED talk ( https://www.ted.com/talks/greta_thunberg_the_disarming_case_to_act_right_now_on_climate/up-next ), nel quale parlo di come il mio interesse per il clima è iniziato.

Grazie a tutti per il vostro caro supporto! Mi dona speranza.
/Greta

PS: sono stata per breve tempo una consulente per i giovani nel consiglio della fondazione non profit “We don’t have time” (non abbiamo tempo, n.d.r.). Pare che abbiano usato il mio nome come parte di un altro ramo della loro organizzazione, che è una start up. Hanno ammesso chiaramente che hanno agito a tale maniera senza che io o i miei genitori ne fossimo al corrente. Non ho più alcun legame con “We don’t have time”, né lo ha alcuno dei miei familiari.

Riferimento https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219167172993615&id=1336318273