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Perchè dobbiamo fare un “Reset” e ripensare la nostra vita

Perchè dobbiamo fare un “Reset” e ripensare la nostra vita

Uno studio sulla felicità che ha coinvolto 724 uomini per 75 anni eseguito ad Harvard è arrivato a queste conclusioni

cosa abbiamo imparato? Le lezioni non riguardano la ricchezza o la fama o lavorare sempre di più. Il messaggio più chiaro che otteniamo da questo studio di 75 anni è questo: sono le buone relazioni, i rapporti “veri” che ci mantengono felici e più sani.

Abbiamo imparato tre grandi lezioni in merito alle relazioni.

La prima è che le connessioni sociali ci fanno molto bene, mentre la solitudine uccide. Risulta che le persone che sono socialmente più connesse alla famiglia, agli amici, alla comunità, sono più felici, più sane fisicamente, e vivono più a lungo. La solitudine è tossica. La salute peggiora prima, il cervello comincia a cedere prima e vivono vite più brevi.

La seconda grande lezione è che è la qualità delle relazioni più strette che importa. Risulta che vivere in mezzo ai conflitti è molto nocivo per la nostra salute. I matrimoni molto litigiosi, ad esempio, senza abbastanza affetto, risultano essere nocivi per la salute, più di un divorzio. Dovete vivere circondati di buone relazioni, calorose.

La terza lezione è che le buone relazioni non proteggono solo il nostro corpo,ma anche il nostro cervello. Risulta che le persone che hanno relazioni in cui sanno di poter contare sull’altro in caso di bisogno, vivono meglio e hanno meno malattie. Le persone che vivono relazioni in cui sentono di non poter contare sull’altro, sperimentano un declino celebrale più precoce.

fonte: http://www.beppegrillo.it/

Per essere felici dobbiamo quindi ricostruire un ambiente sociale privo di negatività e con persone che intimamente sappiano essere ottimiste.

Ripensare bene i rapporti sociali nell’epoca di WhatsApp e Facebook può realmente far bene quindi alla nostra salute.

Pensiamoci ogni volta che accettiamo una violenza verbale che ci viene inoltrata senza “consapevolezza digitale”

 

consapevolezza digitale

 

 

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