Mutui e spread: svelata la bufala

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Il grafico prova quindi che la correlazione tra spread obbligazionario ed Euribor non esiste. Quindi se lo spread BTp-Bund sale chi sta pagando un mutuo a tasso variabile non vede aumentare la propria rata. E non deve pertanto cadere in facili allarmismi. Anzi, paradossalmente, può valere il contrario. Perché se lo spread dovesse salire ulteriormente e la tensione in Italia dovesse trasformarsi in un attacco speculativo e a sua volta questo attacco speculativo dovesse contagiare altri Paesi dell’Eurozona a tal punto da compromettere la crescita economica, a quel punto è ragionevole supporre che la Bce possa essere spinta a rimandare i tempi di una stretta monetaria (rialzo dei tassi). E quindi questo scenario di allarme (non all’orizzonte al momento va detto) sul mercato obbligazionario potrebbe addirittura contribuire a tenere basso l’Euribor per ancora più tempo, prolungando quindi la fase di vacche grasse che stanno vivendo da diversi anni i mutuatari a tasso variabile che si vedono sottrarre l’Euribor (perché negativo) allo “spread del mutuo” fissato il giorno della stipula (e non più modificabile) anziché sommarlo.

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