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Marcello Foa è impegnato da anni in prima linea contro la manipolazione delle notizie.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel novembre 1989 è assunto a il Giornale di Indro Montanelli come viceresponsabile esteri e nel 1993 è promosso caporedattore esteri.[1]

In tale veste Foa si occupa del processo di unificazione tedesca, ed è spesso a Moscadove assiste al crollo dell’Unione sovietica e alle fasi successive, fino al 2008.

Nel 2004 fonda con Stephan Russ-Mohl l’Osservatorio europeo del giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera italiana (USI), un istituto che si propone di promuovere la qualità nel giornalismo e a stabilire ponti tra l’editoria e il mondo accademico e tra le diverse culture giornalistiche in Europa. L’Osservatorio ha ricevuto nel 2005 il Media Award come miglior istituto di ricerca svizzero dal Verein Qualität im Journalismus (Associazione per la qualità nel giornalismo).[2][3]

L’istituto è stato diretto, sin dalla fondazione, dal professor Russ-Mohl, mentre Foa in questi anni ha mantenuto la carica di vicedirettore con incarichi prevalentemente strategici.[4]

Dal 2004, per diversi anni, ha tenuto corsi di giornalismo e comunicazione sia a livello di bachelor che di master. Attualmente insegna “Comunicazione e media nell’ambito delle relazioni internazionali” all’Usi.[5]

Per diversi anni ha tenuto corsi di giornalismo internazionale al master di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha insegnato anche ai Corsi del Master in giornalismo presso l’Università degli Studi a Milano e, tuttora, ai Corsi di giornalismo della Svizzera Italiana. Da oltre un decennio viene invitato regolarmente a partecipare a convegni accademici e a tenere lezioni e conferenze.[6]

Nell’agosto 2005 viene nominato inviato speciale de il Giornale, e segue in particolare i processi elettorali negli Stati Uniti, in Germania, in Gran Bretagna, in Francia, nonché compie reportage economici in Italia e sulla questione islamica sulle due sponde del Mediterraneo specializzandosi nelle questioni geostrategiche e geoeconomiche.[7]

Nell’estate del 2011 lascia Il Giornale e diventa direttore generale del gruppo editoriale Timedia Holding SA di Melide (Svizzera) e del quotidiano Corriere del Ticino, il più importante e più antico quotidiano della Svizzera Italiana, controllato da una Fondazione che dal 1891 ha come mandato la difesa della libertà di stampa e del pluralismo nella Svizzera Italiana.[8]

Un anno dopo, Foa assume anche la carica di amministratore delegato sia della Società Editrice del Corriere del Ticino SA di Muzzano (Svizzera) sia del gruppo (TImedia, in seguito mediaTI Holding, è confluito nel gruppo della Società Editrice del Corriere del Ticino SA).

Dal 2016 siede nel Consiglio d’amministrazione della WEMF, l’Istituto di ricerca che rileva e certifica tirature e lettorati di tutte le testate svizzere in rappresentanza dell’Associazione degli editori della Svizzera Italiana, Stampa Svizzera.[9]

Nel corso della sua carriera giornalistica ha collaborato con varie testate radiotelevisive, tra le quali BBC Radio (di cui è stato collaboratore dall’Italia per un decennio), Rai Radio 3Rai 1RSI e ha partecipato a molti programmi radiotelevisivi sia in Italia (Rai 2Rai Radio 1Radio 24Canale 5Italia 1Rete 4La7), sia all’estero (CNBCBBCRussia Today, Arté).[1][10]

Il 27 luglio 2018 viene proposto dal Governo Conte sostenuto dal Movimento 5 Stelle e Lega, quale nuovo presidente della Rai,[2][11] carica alla quale viene eletto il 31 luglio dal consiglio di amministrazione della Rai, ma il 1º agosto la sua nomina viene bocciata dalla commissione di vigilanza Rai con 22 voti favorevoli alla designazione ed una scheda bianca su un quorum di 27.

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