“Cadendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza” Tito Lucrezio Caro filosofo e poeta romano del 50 – 55 circa AC

Il counseling nasce negli Stati Uniti agli inizi del 1900 ideato da Frank Parsons professore americano e riformatore sociale, il quale nel 1906 fondò a Boston il primo “centro dell’educazione al lavoro” per orientare professionalmente i soldati che tornavano dalla guerra.
Il counseling è svolto da un professionista in grado di aiutare un individuo in problematiche personali. L’intervento di counseling può essere richiesto solo dal cliente, lo scopo è quello di aiutarlo a risolvere il suo problema, accompagnandolo nel renderlo consapevole del fatto che possiede delle proprie risorse, e a incrementare i propri punti di forza. Il cliente è il soggetto più indicato per risolvere il suo problema, in quanto suo e dovrà anche saper distinguere se la soluzione del problema dipende da lui, perché in caso contrario sarà molto difficile risolvere un problema sul quale non abbiamo alcun potere di soluzione.
Secondo il pensiero degli Psicologi Rollo May e Carl Rogers, il counselor ha il compito di «favorire lo sviluppo e l’utilizzo delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare i problemi che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno. Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto e soprattutto senza alcun giudizio da parte sua a ritrovare la libertà di essere sè stesso».

Si rivolge chiunque attraversi un problema contingente, una difficoltà nella vita quotidiana, cambiamenti impegnativi, fasi di transizione, a chi vive una situazione di emergenza. Il counseling si rivolge anche a chi ha un obiettivo, uno scopo da raggiungere, ma non sa bene come fare o non crede molto nelle proprie possibilità di farcela, a chi desidera conoscersi meglio, crescere e fare luce su alcune dinamiche personali e relazionali, a chiunque stia attraversando un momento di difficoltà nel prendere decisioni legate alla propria vita sia privata che professionale.
ATTENZIONE: Il counseling non si occupa di cura dei disturbi di personalità, per questo ci sono altre strade. Il Compito del counselor è capire le situazioni e il soggetto che ha di fronte e indirizzarlo per la giusta via.
Il counselor ti aiuta in situazioni tipo, alcuni esempi:
• dobbiamo prendere una decisione difficile che riguarda la nostra vita personale o professionale;
• dobbiamo raggiungere un obiettivo che ci siamo posti, ma incontriamo delle difficoltà;
• ci troviamo di fronte ad una scelta;
• si costruisce o si ri-costruisce un nuovo nucleo familiare;
• incontriamo dei problemi nella vita di coppia o dopo una separazione;
• incontriamo difficoltà nella carriera scolastica (ad esempio siamo bloccati nella scelta dell’università o nel sostenere un esame);
• ci troviamo in delle situazioni dove, da soli, sentiamo di non farcela (ad esempio superamento di un lutto).
Spesso quando abbiamo un problema tendiamo ad isolarci o a chiedere consigli alle persone di cui ci fidiamo e per quanto queste si sforzino di aiutarci, difficilmente riescono ad aiutarci come noi vorremmo, semplicemente perché loro non sono noi…non sono esperti del problema come lo siamo noi e soprattutto non vivono la nostra vita e le nostre esperienze. E’ qui che serve l’aiuto di un professionista.
Il counseling da benessere, serenità e gli strumenti necessari per il cambiamento; ma dobbiamo sforzarci di cambiare il nostro modo di pensare, so che non é facile ma non é nemmeno impossibile…bisogna solo avere costanza e soprattutto fiducia nelle nostre capacità.

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