Mindfulness

Io posso lasciare andare solo ciò
di cui sono consapevole.
(Antico detto)

 

 

Io posso lasciare andare solo ciò di cui sono consapevole. (Antico detto)

Io posso lasciare andare solo ciò
di cui sono consapevole.
(Antico detto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pensare è far fare ginnastica al cervello.

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.
(Rita Levi Montalcini)

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Buddhino e il segreto della motivazione

“In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà” (Erasmo da Rotterdam)

 

 

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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social ed una contraria

Questo articolo è offerto da ArcoNaturaleClub.it La tua vacanza in famiglia!

 

Jaron Lanier è un informatico statunitense che ha scritto Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social:

Essenzialmente Jaron spiega che esiste una forma di dipendenza dalle notifiche e dalle gratificazioni istantanee che “ruberebbe” agli individui la capacità di gestire la propria vita al di fuori dalle manipolazioni che si subiscono nelle reti sociali.

Sicuramente è opportuno dire che occorrono studi statistici molto ampi per certificare la manipolazione delle menti ad opera di società specializzate (e che chiedono parcelle in milioni di dollari per poter influenzare il popolo del like) ma ammesso anche che si riesca a dimostrare che questi enormi contenitori sociali siano una sorta di acquari in cui navighino pesci pronti per essere pescati da qualche “signore del vapore” esiste una singola ragione per non disconnettersi: non si può modificare una realtà a cui non si appartiene e che, comunque, modifica il nostro ecosistema.

Passo ad un esempio pratico che sicuramente spiega meglio il perchè io sostenga l’uso responsabile dei social e non la diserzione completa.

Se io abitassi in una cittadini con le discariche a cielo aperto e fossi il più integerrimo degli ecologisti sicuramente potrei gestire consapevolmente il mio ambiente domestico ma se aprissi le finestre la nuvola di diossina che si sprigiona dai roghi tossici non riuscirei ad evitarla. Azione più utile sarebbe quella di contribuire nel formare una cultura popolare che, mostrando i rischi per la salute, aiutasse tutti gli altri a non inquinare.

Così anche per Facebook, Instagram e gli altri social. Solo vivendo al loro interno posso aiutare le persone a scoprire cosa sono le fake news o a fornire prove evidenti di come la realtà può essere manipolata in maniera molto più forte se le informazioni mainstream fossero solo in mano a pochi potenti.

Trovo quindi la posizione di disconnessione totale una forma di rinuncia ascetica che può andar bene solo se si è deciso di non fare la propria parte attiva nella società reale. Per quanto possano essere ben costruire le manipolazioni queste risultano sempre neutre, e sortiscono l’effetto contrario (vedasi l’iperbole Renziana) quando vengono scoperte.

Quindi esistono tante ragioni per lasciare i social sicuramente ma in un mondo così interconnesso potrebbero essere le reti sociali i canali di trasmissioni per quelle evoluzioni che possono realmente migliorare la vita dell’uomo.

Vi lascio con un video che spiega come e perchè si stava peggio quando Internet non c’era e spero davvero tu voglia lasciare il tuo commento.

Grazie per aver letto questo articolo.

Marco Costanzo

 

 

Le ferite da curare

“Abbiamo accumulato tante ferite, e se non ne siamo consapevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle ferite. Nella conoscenza di sé c’è la fine del dolore e, quindi, l’inizio della saggezza.”
Jiddu Krishnamurti

 

Non odiare

Si dice che una volta, un uomo si avvicinò a Buddha e, senza dire una parola, gli sputò in faccia. I suoi discepoli si arrabbiarono.

Ananda, il discepolo più vicino, chiese a Buddha:

– Dammi il permesso di dare a quest’uomo ciò che merita!

Buddha si asciugò con calma e rispose ad Ananda:

– No. Io parlerò con lui.

E unendo i palmi delle mani in segno di riverenza, disse all’uomo:

– Grazie. Con il tuo gesto mi hai permesso di vedere che la rabbia mi ha abbandonato. Ti sono estremamente grato. Il tuo gesto ha anche dimostrato che Ananda e gli altri discepoli possono essere ancora assaliti dalla rabbia. Grazie! Ti siamo molto grati!

Ovviamente, l’uomo non credette a ciò che udì, si sentì commosso e angosciato.

Questo racconto ci mostra che cosa significa esattamente ignorare, una parola che spesso ha un significato negativo e può farci sentire “cattive persone” per ignorare gli altri.

Ignorare significa semplicemente non permettere che parole, atteggiamenti e comportamenti dannosi di altri possano intaccare il nostro equilibrio interiore. Non è necessario ricorrere alla violenza velata o all’aggressività, è sufficiente creare un involucro protettivo intorno a noi.

Si tratta di imparare a ignorare certe persone in certi momenti, e non è neppure necessario allontanarsi da loro, perché, dopo tutto, tutti abbiamo luci e ombre. Ignorare non è una forma di vendetta o un modo per far sentire inferiore l’altro, è solo un modo per proteggerci.

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Come spendere bene il proprio tempo

“Ci sono persone che si soffermano sui difetti dei loro amici. Non serve. Io ho sempre rivolto la mia attenzione ai meriti dei miei avversari e ne ho tratto profitto” (Johann Wolfgang Goethe)

Buddhino

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Le ferite da curare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È certo che al mondo nulla è necessario agli uomini quanto l’amore.
Goethe #guidaitalia #buddhino #digireale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EDUCARE LA MENTE SENZA EDUCARE IL CUORE SIGNIFICA NON EDUCARE AFFATTO

ARISTOTELE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo che cammina da solo può iniziare oggi,
ma chi viaggia con un altro deve aspettare fino a quando l’altro è pronto.

HENRY DAVID THOREAU

Fratellanza

L’uomo che cammina da solo può iniziare oggi, ma chi viaggia con un altro deve aspettare fino a quando l’altro è pronto.

 HENRY DAVID THOREAU