Riportiamo un bell’articolo di Tommaso Merlo che spiega i rischi per il MoVimento 5 stelle di scrivere un contratto di governo con il PD.

Il Movimento nasce per realizzare le sue stelle, non per menarla in politichese. E se non ha i numeri per realizzarle da solo, firma contratti di collaborazione con chi ci sta. Con la Lega per un anno è andata bene, peccato che la parola di Salvini non valga nulla. Adesso il Pd ha cambiato idea, sarebbe disposto a collaborare e il Movimento s’interroga sul da farsi. I rischi sono molti. Lo si è visto fin da queste prime battute coi big pidioti che hanno già iniziato a scornarsi. Il solito bordello. La Lega è una protesi dell’ego di Salvini, se il dittatore dà l’ok si va avanti e in un anno di governo il Movimento ha macinato provvedimenti, ma il Pd è un’orgia di bande rivali. Oggi ti dicono di sì e domani ti mancano i voti in parlamento perché qualche baronetto fa i capricci. E visto che la maggioranza in parlamento sarebbe molto risicata, ogni banda e ogni baronetto si troverebbe con un enorme potere ricattatorio. Questo il Movimento lo deve considerare. Poi ci sono i rapporti anche interpersonali. Il Movimento è da sempre un rivale della Lega, ma col Pd scorre un odio viscerale. Un odio dovuto al fatto che il Movimento nasce anche dalle ceneri della sinistra, è una forma di politica più evoluta. E questo l’arrogante intellighenzia non lo ha mai accettato ed ha sempre puntato alla distruzione del Movimento. Problema aggravato dal fatto che il Pd è nelle mani degli stessi baroni da decenni, baroni trombati per colpa del Movimento e che si aggirano assatanati di rivalsa. Poi c’è l’aspetto motivazionale. Il Pd ha cambiato idea dopo che per un anno ha fatto feroce opposizione perfino sui provvedimenti contro la povertà e a favore dei lavoratori. Questo Pd, questi dirigenti, hanno dimostrato una disonestà intellettuale impressionante. Il Movimento deve chiedersi se quella del Pd è davvero una mossa responsabile per fermare la deriva autoritaria salviniana, oppure vogliono solo sfruttare la situazione per strappare poltrone e tornare al centro della scena politica. Poi c’è un problema culturale. La Lega è un monolite in balia di un dittatore dalla testa vuota, ma perlomeno è populista. Appartiene cioè al nuovo paradigma che rimette al centro il volere popolare. Il governo gialloverde condivideva la determinazione di mantenere la parola data agli italiani. Alla fine la Lega ha tradito, ma il Pd appartiene addirittura al vecchio regime partitocratico, ha un modo di fare ed intendere la politica giurassico che rischia di trasformarsi in un Vietnam per il Movimento. Già parlano di “ampio respiro” e non di “cose da fare”. Il Movimento nasce anche per sbarazzarsi di quel modo di fare politica, altro che averci a che fare. Il Movimento è un rivale diretto del Pd, dovrebbe mirare alla sua estinzione e a guadagnarsi il ruolo di unico oppositore delle destre ultraconservatrici che in Italia sono rappresentate da Salvini. Ma poi c’è il caos in cui Salvini ha trascinato il paese, ma poi c’è l’attualità e il Movimento nasce per realizzare le sue stelle, non per menarla in politichese. E se non ha i numeri per realizzarle da solo, firma contratti di collaborazione con chi ci sta. Di certo, però, prima di firmare col Pd, il Movimento deve stare molto ma molto attento. Anche perché l’idea che se si torna al voto stravince Salvini è tutta da dimostrare dopo il suo vile tradimento. In questi giorni sta emergendo come la Lega da sola faccia paura. Mentre con Berlusconi faccia vomitare.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

Rispondi