Mario Donnabella è legato alla sua terra, indissolubilmente. Parlano. Non ci sono giorni uguali, c’è la vita che scorre. Lui invecchia e lei l’accompagna in questo tempo fatto di istanti e lunghe stagioni che si susseguono. Ogni giorno fa del suo meglio per prendersene cura, per rispettarla, per scoprine irruzioni, meraviglie, silenzi, talvolta malumori e contraddizioni. È ecosostenibile, biologico e biodinamico, o meglio, un agricoltore che vuole proteggere l’ambiente e il futuro dei propri figli e nipoti, senza troppo disturbare. Lascia che la Natura agisca con i suoi tempi e le sue modalità e, nel frattempo, ascolta e impara. Suo padre faceva lo stesso. Da sempre. I suoi maestri sono: Rudolf Steiner, Masanobu Fukuoka, Alex Podolinsky, Alex Shigo, Klaus Mattheck e Teruo Higa. I suoi fratelli sono emigrati dall’altra parte del mondo come molte delle persone che, una a una, sono scomparse da questi luoghi in cerca di fortune lontane, lasciando vuoti fermi nel passato, riempiti, ora, da nuove generazioni e speranze. La terra che gli ha lasciato suo padre è composta da pascoli, boschi, ulivi e vigneti. Lui l’ha battezzata Silva Plantarium, vivaio di piante da bosco, perché ha voluto restituirle ciò che le si toglie: coltiva in vivaio specie autoctone cilentane e di macchia mediterranea ad uso forestale, come il cerro, il leccio, le roverelle, l’orniello e l’olmo. E ancora arbusti quali il corbezzolo, il mirto, la ginestra, il lentisco ed altri ancora, presenze naturali e spontanee in questo territorio incontaminato. La chiamano biodiversità.

http://www.silvaplantarium.it/it/azienda/

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